lunedì 31 ottobre 2011

Tutti

Una volta era quasi facile. Bastava essere me stesso. Vi raccontavo delle fotografie che scattavo, dei film che amavo, della musica che ascoltavo. Siamo onesti, funzionava. Mi dava un po' quell'aria da artista sfigato con la sigaretta fumata a metà. E fino a qualche anno fa tutto questo era quasi originale. Ah poi beh, la sensibilità! Che bella la sensibilità, vi piaceva un sacco. E poi vi raccontavo del mio blog, vi facevo leggere quello che scrivevo. E lì crollavate proprio, parliamoci sinceramente.
Adesso è tutto cambiato. Perchè tutti dicono di fare le foto. Tutti fanno le foto. Tutti modificano i colori delle foto. Tutti vanno alle mostre fotografiche. Tutti hanno due o tre nomi di fotografi famosi (ma non lo devono essere mai troppo, meglio un po' di nicchia, un po' underground) da sventolare al momento opportuno. Tutti, adesso, hanno visto Il Favoloso Mondo Di Amelie. A tutti piace Amelie. Tutti hanno capito il vero significato del film. A tutti piace Donnie Darko. Tutti adorano Tarantino. I film in bianco e nero? Sono i migliori, adesso per tutti. Tutti scrivono, tutti hanno un diario, tutti sanno scrivere. Tutti amano il cinema, tutti vorrebbero scrivere un libro. A tutti piacerebbe fare il regista, o saper dipingere. 
Massì, sono tutti anche un po' comunisti. Tutti hanno la tessera Arci. Tutti hanno la barba un po' incolta. Tutti ascoltano musica un po' di nicchia, un po' underground. A tutti fa schifo "la commerciale". 
Tutti vorrebbero andare a vivere all'estero, magari in Erasmus.  A tutti piace viaggiare, nessuno più va a Rimini. Tutti vanno in India, in Thailandia, in Cambogia. Tutti amano Londra, Parigi e Barcellona. 


Tutti lo stesso. Che ormai, purtroppo, diventa sempre più banale. E io mi chiedo come possa essere banale Amelie, scrivere, fotografare, Parigi, viaggiare. E chi non si è lasciato trascinare, ma c'era già, passa per uno dei tutti. E uno dei tutti è praticamente nessuno. E i nessuno una volta erano altri. E adesso lo sono tutti. 

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Bé, a me Amelie non piace, non sono mai riuscita ad arrivare alla fine di quel film. E ci ho provato più di una volta.
Donnie Darko la prima volta che l'ho visto mi ha fatto paura. Non mi piace.
Odio Tarantino. Piuttosto che fare una tessera Arci mi farei schiacciare da un tir e non ho tempo nè di fare fotografie nè di dipingere. Non sono costante e un diario non lo terrei mai, scrivere dopo un pò mi annoia, preferisco leggere.
A me quello stepiato sfigato di David Guetta piace.

Anonimo ha detto...

C'è un surplus di offerta per i poeti maledetti. Ma tu non sei inflazionato, sei un mago della parola, sei emozionante, e la cosa non è "da tutti".
Anzi, lo pensavo proprio leggendo i tre o quattro post più sopra, e incappando in questo tuo pezzo ho ridacchiato gioiosamente.
Che vuoi, siamo nell'epoca di facebook, ci siamo abituati a dover apparire. Ancor più di prima. Capisco il tuo fastidio. E' come quando da adolescente ti piace una ragazza snobbata dal mondo, e che nel giro di un anno ha la fila di corteggiatori.
Anonima, dolce anonima, ho come la sensazione di aver fallito io con Amelie, anche se la fine te la feci vedere. :-)
Donnie Darko non piace nemmeno a me, Tarantino sempre trovato sopravvalutato. Giorni fa mi sono intristito per la notizia dell'amministrazione controllata della Kodak, e la mia fotocamera sarà da un quarto di megapixel.
Devo ai miei il mio amore per i viaggi, da una bellissima Parigi nel '97, credo. Eppure ho come un timore nei confronti dell'erasmus...
Anche io ogni tanto mi sento un po' come te, ma abbi fede che qualcuno che ti riconosce meriti c'è. Vorrà dire che saremo un po' meno nani su spalle di giganti.
Alberto.