Esco, mi guardo intorno. Sono nella città. Perciò litigo me stesso con gli altri al volante. Scorro le radio e scelgo, finalmente. E quella resta, finchè mi pare. Che giornata, che sole. C'è anche un po' di questo caldo. Un po' di questo odore. Ieri Campari e quella cosa col cervo. E poi mal di pancia. E prima astio. Fricchettoni, impediti, belle fighe. Gente in mezzo alla strada. Spostatevi, devo passare. E non guardatemi così. No, non sono venuto in bici. E a voi chi crede? Falsi interessati, almeno ammettetelo che è solo per l'alcol e le bionde. E le more. Dio salvi la vagina, ditemelo n faccia, che tanto lo pensate. E non c'è niente di male. E poi boh. Tocco la radio e cambio stazione.
Un blog sull'amore, sotto l'amore, dentro l'amore, che parla di amore. Il dolore, l'illusione, la gioia, la speranza, la delusione. Le mie storie da innamorato e storie inventate. Storie di tutti.
venerdì 24 febbraio 2012
martedì 21 febbraio 2012
Morfina
Pare che tu abbia già dimenticato tutto. Non voglio nemmeno sperare che sia solamente quello che tu preferisca farmi pensare, per non farmi illudere, perché sarebbe per me soltanto un'inutile consolazione, un po' come la morfina per il malato. Pare che tu non abbia faticato a recidere i ricordi, mentre io ho lottato e lotto tuttora per soffocare la mia memoria e liberare spazio per un nuovo futuro, svuotato dai sogni che disegnavo con te. Eppure sarebbe potuto essere grandioso, ma è normale che io lo pensi. Non è altro che il residuo della mia immaginazione, che tu rendevi così fervida nonostante, di fatto, non facessi nulla in particolare. Ma a me bastava averti mia e mia soltanto, pur sapendo, perché non sono poi così ingenuo, che non lo saresti rimasta a lungo. Non ti ho nemmeno salutata, ma cosa avrei dovuto fare? E il ricordo peggiore è la tua espressione, a metà tra la compassione e la pena. In quel momento, in quell'istante visivo, se possibile, ti ho odiata. Ho sbattuto la porta dell'auto per fuggire verso le lacrime, che mi hanno regolarmente cancellato la speranza dal volto pochi secondi più tardi. E ancora una volta ho pianto da solo. Nemmeno la soddisfazione, l'idiota soddisfazione di veder soffrire anche te. Almeno per un momento, giusto per farmi credere che in fondo non sia stata una cosa troppo facile per te. Ma nemmeno questo, nemmeno l'ultima sigaretta al prossimo impiccato. E allora tengo lontane le foto dai miei occhi, ora quasi del tutto asciutti. Scaccio dai pensieri il suono delle nostre frasi, quelle che sono state. Quelle poche bellissime occasioni di sorriso.
Ma pare che tu abbia già dimenticato tutto. E pare che tu non abbia nemmeno faticato.
Ma pare che tu abbia già dimenticato tutto. E pare che tu non abbia nemmeno faticato.
lunedì 20 febbraio 2012
Come sempre pronto a vivere per non sprecare
Uno pensa di averle viste più o meno tutte, e da queste di aver cavato abbastanza esperienza da permettersi di affermare di saperne qualcosa in più. Pensa di aver capito quanto basta di se stesso per non rimanere più troppo sorpreso. E poi riesce ancora a stupirsi delle proprie reazioni, della forza di ricominciare che si ha sempre paura di perdere. Uno pensa di aver compreso quanto basta di donne, crede di aver trovato l'unica vera chiave di lettura dei loro comportamenti. E poi si ritrova nuovamente spiazzato. A volte nel male, perché le aveva rivalutate. A volte nel bene, e che peccato sia stato sottovalutarle.
E così questo uno sono io, che mi ritrovo qui in questo momento di assestamento. Il momento che di solito porta le novità, necessario carburante alla rinascita. È possibile che mi senta già di nuovo quasi perso? Perso in un paio di occhi e nel sorriso meno banale del mondo? Come è possibile ritrovarmi già qui, così in fretta? E pur potrebbe trattarsi di una deviazione forzata, di un cerotto su una ferita non ancora del tutto curata. Ma al di là di questo, il cerotto funziona. E non è questo forse l'importante? Tanto ormai dovrei averlo capito che dall'illusione non scapperò mai. Che ormai mi ha preso il cuore e la mente, forse irrimediabilmente. E allora che sia. Fanculo la coerenza, nessuno ci ha mai costruito una felicità. Io non sarò di certo il primo. Certo, quello che non è stato ed è sfumato qualche settimana fa ogni tanto mostra il suo fantasma, sempre più trasparente. E forse un incontro fortuito con lei sarebbero cento passi all'indietro. Ma adesso la buona parte dei miei pensieri sono rivolti altrove, verso un nuovo sorriso, che è anche un po' il mio. Non c'è destino che abbia stabilito che un giorno, finalmente, troverò l'amore della mia vita. Forse dovrei solo accettare l'idea che questo possa non accadere mai. Che il mio senso sia regalare attenzioni a persone diverse, ogni volta diverse. Finchè queste non si sentiranno sazie di me, e mi abbandoneranno, come tutte hanno fatto finora. Ma quei giorni felici, almeno un poco con tutte, sono un ricordo lontano ma inebriante. Forse non mi merito che questo, che a vederla lucidamente non è nemmeno poco. E allora sono qui, pronto a prendermi ciò che mi spetta. Come sempre pronto a vivere per non sprecare.
E così questo uno sono io, che mi ritrovo qui in questo momento di assestamento. Il momento che di solito porta le novità, necessario carburante alla rinascita. È possibile che mi senta già di nuovo quasi perso? Perso in un paio di occhi e nel sorriso meno banale del mondo? Come è possibile ritrovarmi già qui, così in fretta? E pur potrebbe trattarsi di una deviazione forzata, di un cerotto su una ferita non ancora del tutto curata. Ma al di là di questo, il cerotto funziona. E non è questo forse l'importante? Tanto ormai dovrei averlo capito che dall'illusione non scapperò mai. Che ormai mi ha preso il cuore e la mente, forse irrimediabilmente. E allora che sia. Fanculo la coerenza, nessuno ci ha mai costruito una felicità. Io non sarò di certo il primo. Certo, quello che non è stato ed è sfumato qualche settimana fa ogni tanto mostra il suo fantasma, sempre più trasparente. E forse un incontro fortuito con lei sarebbero cento passi all'indietro. Ma adesso la buona parte dei miei pensieri sono rivolti altrove, verso un nuovo sorriso, che è anche un po' il mio. Non c'è destino che abbia stabilito che un giorno, finalmente, troverò l'amore della mia vita. Forse dovrei solo accettare l'idea che questo possa non accadere mai. Che il mio senso sia regalare attenzioni a persone diverse, ogni volta diverse. Finchè queste non si sentiranno sazie di me, e mi abbandoneranno, come tutte hanno fatto finora. Ma quei giorni felici, almeno un poco con tutte, sono un ricordo lontano ma inebriante. Forse non mi merito che questo, che a vederla lucidamente non è nemmeno poco. E allora sono qui, pronto a prendermi ciò che mi spetta. Come sempre pronto a vivere per non sprecare.
venerdì 17 febbraio 2012
Mescolando caffè
Questo pomeriggio mescolavo lo zucchero nel caffè. Nel frattempo parlavo con due donne, mie colleghe d'ufficio.
Sono convinto che l'importante, al di là delle proprie ricevute delusioni, sia mantenere l'idea di poter nuovamente lasciarsi andare. Rinunciare a questo, significherebbe perdere e guadagnarsi nuovi rimpianti. Buttarsi, per poi soffrire l'ennesima volta non sarebbe una sconfitta. Non lo è mai. Non si è perso niente, se non quello che, comunque, prima non c'era. Tuffarsi senza pensieri e capire di aver fatto la cosa più giusta. Magari della propria vita. Beh, è quello a cui credo aspirino un po' tutti, me compreso. Ecco, in questo caso, si vince tutto.
Diamo tempo a questo sadico tempo, sù.
Sono convinto che l'importante, al di là delle proprie ricevute delusioni, sia mantenere l'idea di poter nuovamente lasciarsi andare. Rinunciare a questo, significherebbe perdere e guadagnarsi nuovi rimpianti. Buttarsi, per poi soffrire l'ennesima volta non sarebbe una sconfitta. Non lo è mai. Non si è perso niente, se non quello che, comunque, prima non c'era. Tuffarsi senza pensieri e capire di aver fatto la cosa più giusta. Magari della propria vita. Beh, è quello a cui credo aspirino un po' tutti, me compreso. Ecco, in questo caso, si vince tutto.
Diamo tempo a questo sadico tempo, sù.
giovedì 9 febbraio 2012
Ecco come mi sento
Ciascuno di voi. Anzi, molti di voi, "ciascuno" è assolutamente sbagliato. Molti di voi hanno amato, certo, ma sono sicuro che saranno stati anche amati. Nel senso che molti di voi, se io lo chiedessi ora, mi risponderebbero con fermezza e convinzione che sì, sono stati amati. Alcuni di voi, perché non pretendo che la mia esperienza sia unica, sarebbe idiota e irrealistico pensarlo, non credono di essere stati mai veramente amati. Io non credo di essere stato mai veramente amato. Mai, nemmeno una volta. Ho amato, questo sì. Tantissimo e diverse persone. Ma amato io da qualcuno, incondizionatamente, anche in maniera diversa dalla mia, quello no mai. Quando ascolto le voci degli innamorati di oggi, mi rendo conto delle differenza del loro vivere l'amore rispetto al mio. Mi rendo conto che quello che a me, nelle storie, è sempre sembrato qualcosa di grandioso ed esaltante, in realtà per molte persone che si amano è semplicemente una normalità. Anche per persone che si amano senza alcun senso, almeno secondo il mio parere. Questo pensiero, nato in me nelle ultime ore, mi sta distruggendo. Provate a immaginare, una vita intera a cercare di essere amati. E poi un bel giorno vi rendete conto di non esserci mai riusciti. Di non essere mai stati indispensabili e irrinunciabili per nessuno. Ecco come mi sento io, ora.
martedì 7 febbraio 2012
Che mi si pianti in testa
Nutrirsi per anni di piccole soddisfazioni mantiene lontana la fame, ma non rende sazi. Questo ho imparato. È il momento di pretendere qualcosa di più abbondante e lento ad esaurirsi.
sabato 4 febbraio 2012
Ascoltami, Otis
Tu ne hai scritte tante, di parole sull'amore. Otis, tu ora riposi in pace. Mi piace pensare che tu l'abbia trovata amando. Che tutte quelle frasi del tipo "l'amore non esiste", uscite fuori da bocche disilluse e stanche di aspettare, siano solamente uno sfogo. Io ci credo ancora, fortemente quanto basta per non rassegnarmi definitivamente. Quell'odore, quelle braccia, quella schiena, quella bocca hanno un effetto su tutto il mio corpo e specialmente sul mio pensiero. Come può essere solamente un'illusione? Come può essere un'illusione lottare per farla finalmente felice? Io credo che la parola giusta sia speranza. E la speranza ha salvato tanti cuori, senza ingannarli. Credo che tu saresti d'accordo con me, Otis. Per questo la tua voce sta colorando la mia stanza. Per essere un po' meno solo, di quanto non lo sia adesso. Grazie.
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