mercoledì 28 febbraio 2007

"Fiore nella neve"

Sia tua l’attenzione
Giovane cuore già stanco
Per questo campo di grano
Voluto innevato dal rigido inverno

I primi tuoi occhi vedranno
Non altro che un candido mare
Abbandonato dai venti
Orfano delle sue onde

Non disperare
Ingenuo poeta del tuo mondo
Ché il fiore che cerchi
Pittura di ombra la neve del campo

E già fra i tuoi piedi
Di petali il sole
Immobile ti guarda dal basso
E d’esser raccolto, t’implora

domenica 25 febbraio 2007

Soltanto un brandello

Amore non perdona
Le giovani anime inesperte
Catturate dal luccichio della sua illusoria eterna bellezza
Che si affacciano a quell'occasione
Che si affollano intorno
E lottano per un brandello
E poi per averlo tutto
Senza che sia possibile
Però
Gridarsi vittoriosi
E con l'amara certezza
Di stringere nella mano
Soltanto un brandello

Io mai

Non ho mai pubblicato su questo blog poesie o testi che non fossero miei. Oggi farò un'eccezione. Quella che segue è una poesia di John Keats. (è consigliabile leggerla ascoltando Claire de Lune di Debussy)

A...
Se io avessi una bella forma d'uomo,
allora i miei sospiri entro l'avorio
di codesta conchiglia, il tuo orecchio,
saprebbero echeggiare e il tuo gentile
cuore trovare senza indugio; armato
troppo bene sarei dalla passione
per questa impresa. Ahimè, ma cavaliere
di cui muoia il nemico non son io,
sul petto prominente non mi brilla
corazza alcuna; né un pastor di valle
sono, felice, che per gli occhi d'una
fanciulla gli tremarono le labbra.
Pure bisogna ch'io per te vaneggi,
dolce chiamarti, delle rose d'Ibla
più dolce assai che sentono di miele
quando le impregna una rugiada ricca
tanto che inebria. Ah sì, quella rugiada
gustare voglio, quella mi bisogna,
e quando il viso pallido disvela
la luna voglio andarne raccogliendo
qualche po' con incanti e con malie

Così è

E' nella vacuità presente del futuro che trovo la cagione di godere dei trascorsi ricordi, sebbene la speranza del bell'avvenire, in me, sia non sradicabile e coscientemente alimentata.

domenica 18 febbraio 2007

Non so

Non so se sarà su un divano, sotto un abete, sotto la pioggia, dentro ad una coperta o solamente in un sogno, che ci ripenserò. Di facce sorridenti, di situazioni non rimpiazzabili, di sentimenti prima sconosciuti, di umidi tepori, d'aria straniera, di spazi soffocanti, di melodie stampate: di questo è fatto il mio Ricordo. Ognuno di noi ha bevuto a suo modo dallo stesso calice di colori, odori e parole pronunciate. Ognuno di noi lo ha fatto più a lungo possibile. Il gusto che ora ci rimane in bocca, e che è destinato ad appassire lentamente, è solo una traccia. Il tempo servirà altri calici, noi berremo con altri cuori, verseremo altre vive lacrime, costruiremo altri ricordi.

Ma per fortuna
Nessun dolce ricordo
Si consuma

venerdì 9 febbraio 2007

Acqua

Gli occhi del pinguino si sporsero per guardarmi
I miei risposero timidamente
Vinti dalla speranza

Le zampe del pinguino non potevano che scivolare
Sulla lastra di ghiaccio dormiente
E così era ogni giorno
Ogni giorno un tonfo (senza rumori)

Il pinguino ora alza il becco
Si fa un bagno col sole
Apre quei sinonimi di ali che si ritrova

Vedete?
I raggi del pittore di smorfie
Si stanno mangiando tutto il ghiaccio
L'Oceano respira
E il pinguino?
Il pinguino per ora nuota
E profuma

Perchè il futuro era bello
E non poteva che essere così

mercoledì 7 febbraio 2007

Poesia senza alcun senso scritta di getto

"Poesia senza alcun senso scritta di getto"

Volerò con te su quel cavallo alato
Figlio della luna e dei giorni più stanchi
Quando le foglie dell'antico acero
Piangono rugiada e si chinano alle frustate del sole
La loro vita e il loro padrone
Seduttore di sguardi stretti
Disegnatore si smorfie
Voleremo insieme intorno a questo mondo confuso
Dove trovarsi ed amarsi è estremamente difficile
Noi però ce la faremo è costruiremo una casa
Fatta di farina, latte e parole d'amore
Nido di ansiose carezze, timidi baci e secondi di piacere
Lì vivremo abbracciati, lì il tempo usurerà i nostri corpi
Fino all'Inesorabile Momento
Quando di fronte ai suoi gelidi occhi
Mal celanti il suo piacere di vittoria
Non sarà nostra la disperazione
Non sarà nostro l'addio
Perchè ci guarderemo
Sorridendo

martedì 6 febbraio 2007

Colore

Così tanto colore, questa volta chiaro, tutto d'un colpo! Perchè quando vorresti urlare, quando vorresti gridarlo che tu, quel volto, lo ami... beh, non ti esce mai una parola, nemmeno una lettera dalla bocca... la tua lingua è paralizzata, i tuoi occhi immobili fissano la meraviglia di quelle forme, e tutte le cose intorno cominciano a ruotare vorticosamente, sfocando tutto lo sfondo, così che rimane solo la sua perfetta immagine, ferma e dissoluta, unica certezza del tuo cuore. Ma una volta, una ogni tanto, anche se non urli, dopo poco, senti l'eco di quel fascino, che si unisce al tuo grido strozzato, e se tutto va per il verso giusto, avrete coltivato e raccolto amore.