martedì 30 agosto 2011

L'ordine naturale dei sogni


Finisco di fumare l'ultima sigaretta della giornata, quella più buona dopo la prima del mattino, e sono già le quattro. Il mio cuore è ancora stordito, normale conseguenza è la sua indecisione. È tutta una storia strana, questa. Che la racconto, provo a spiegarla, e sembro sempre un folle. È una storia a senso unico con un pizzico di controcorrente. E davvero non so a cosa mi porterà. Io, come al solito, mi ci butto a capofitto, senza sapere nulla, ma proprio nulla. Costruendo parvenze di certezze sulle ombre di pochi indizi. E mi sembra tanto un lottare da solo, per una conclusione che probabilmente sto sognando per conto mio. E i consigli, i giudizi non servono a nulla. Provano ad arrotondare questa mia apparente follia, frutto di poco più del nulla, figlia del mio estremo gettarmi per sentire. Con gli occhi chiusi e il fiato trattenuto, precipitando verso una luce che ancora non vedo, ma immagino così viva che tanto basta. E io ti spio e ti vedo così bella, così ancora poco reale, così tremendamente idealizzata. Così piatta, sparatami in faccia da questo monitor a quadratini colorati. Osservo la tua vita, ne desidero le parti. È tutto ancora così lontano dal mio sogno, che a volte mi credo di perdere il tempo. Sei un po' quell'isola che non c'è, ma che è pur sempre un'isola. Potrebbe non essere mai, potrei non sentire mai il tuo profumo e la tua voce viva. Ma è così bello questo sogno, che me lo godo ancora per un po'. 
Tu, che sei tu e non lo sai. 

giovedì 18 agosto 2011

Quel giorno di colori

Amore, sostanza destinata a mani inesperte, che nell'ignoranza del rischio e dei pericoli per il cuore, si abbandonano volentieri al suo devastante suono. È come essere abbagliati dal sorriso del sole, desiderando di osservarlo ancora meglio, con una grande lente, senza immaginare che probabilmente brucerà i nostri occhi. Ma non si possono prendere precauzioni, perché non c'è calcolo né previsione. È solo il coraggio più giusto del mondo, che ci porta a rischiare le nostre convinzioni, le nostre strutture e i nostri progetti in nome di una luce anche solo accennata, ma straordinaria a tal punto da chiarire ogni cosa, mostrando finalmente ai nostri stanchi occhi il fine e il senso di questa rapida vita. Si tratta solo di farsi sopraffare, affogando nella purpurea vernice del più alto tra i sentimenti, fino ad esserne completamente impregnati. E se in questo omicidio della ragione non saremo soli, ma sostenuti da un amore altrettanto sincero, allora potremmo dirci giunti. Giunti al Senso, felicemente perduti mano nella mano nel più grande e potente dei sogni. E lo coltiveremo coi baci appannati dal sonno, con gli abbracci di ogni ritrovarsi, con le carezze protette da una coperta, con la costante produzione di sorrisi mai stanchi, con la trasgressione dei corpi ovunque ci travolga la passione, con lo scambio dei sudori e l'intreccio dei desideri. Con una passeggiata nella città che dorme, con una vacanza al mare, con un gelato al pistacchio, con una canzone cantata insieme, con una buona notte prima di spegnere la veglia. Con una corsa in un prato, una caduta, uno sguardo in silenzio e poi l'amore più bello del mondo. 
Se invece sarà solo la nostra ragione ad essere messa da parte, se saremo soli in questo cercare di vivere, non dispereremo. Guarderemo quel sole e ci bruceremo gli occhi. Per giorni e per mesi continueranno a bruciare, impedendoci di vedere qualsiasi altra possibile occasione di amare. Bisognerà solamente attendere che i colori del mondo e delle persone si mostrino di nuovo a noi, invitandoci a non rinunciare alla bellezza della nostra unica vita, cercando di convincerci ad abbandonarci di nuovo. Quel giorno di colori arriva per tutti, ma non è per tutti. È solo per quelle mani inesperte, pronte ad afferrare un amore incandescente, che straordinariamente non curanti del rischio di farsi del male distruggono la paura in nome di una possibile felicità.
Questo è l'amore. 

mercoledì 17 agosto 2011

Tu sei tu


È difficile da spiegare. È tutto talmente poco tutto, perché è ancora una parte di qualcosa che potrebbe essere. È uno scorrere di foto, è così poco realistico, eppure così intenso ed emozionante. E tu magari non lo immagini nemmeno, non sai ancora che questa tu sei tu. Ma qualcosa inizi a sentire. Perché in fondo capire questo mio qualcosa non è così difficile, forse è pure ovvio. Quasi del nulla tangibile, costruito interamente su parole e sensazioni. Qualcosa ci lega già e non ne conosciamo la natura, ma ormai è evidenza. Dopo tanto tempo riesco a sentirmi così vivo, e per così poco, come una tua parola. Non so cos'è, ma mi piace. 

venerdì 12 agosto 2011

Agosto in città


Dove sono finite tutte le persone di queste strade?
Alcune abbracciano il proprio amore, lontane dalle loro case e dalla vita di sempre. Insieme in una parte di mondo, guardandosi e convincendosi di non stare sbagliando. Continuando a fare la scelta che sembra, che dev'essere la più giusta. L'estate della coppia, che si bacia e si ama sulla sabbia. Che esprime il meglio, perché tutto il brutto e tutti i dubbi sono rimasti al porto, all'aeroporto o al casello dell'autostrada. Quell'estate che finisce troppo presto, non appena alla realtà ritorna la fame.
Alcune sono solamente partite, l'importante in fondo era quello. Sperando, credendo come ogni anno che i giorni della vacanza siano finalmente quelli storici, quelli indimenticabili. E magari succede anche. Perché alla fine sono lì, ai confini delle loro abitudini, un passo oltre a quello che continua ad essere il sempre, liberi per una settimana di non essere se stessi, o di esserlo finalmente. L'importante è una bella canzone in macchina e una bella chiacchierata, sporcata da qualche centilitro di birra. Buona o meno che sia.
Alcune sono già tornate, oppure mai partite. Vivono questa città sempre più morta, sempre più lontana da quella di ogni giorno. I bar, i pub, i locali delle solite sere sono chiusi. Per ferie. Qualcuno rimane aperto, riempito da anime al verde che si spartiscono quel poco di amore o divertimento che è rimasto sugli scaffali. E i cocktail effetto placebo non soddisfano abbastanza. Non è più piacevole trovare parcheggio, è troppo semplice adesso. Si siedono su un gradino e pensano a quelle coppie seminate per il mondo, alle compagnie dei tuffi e delle serate da una volta nella vita. Si fumano una sigaretta e si chiedono dove siano finite, tutte le persone di queste strade. 

venerdì 5 agosto 2011

Riflessioni rapite alla Corsica

Non conta mai quanto tempo hai. Conta l'uso che ne fai, appena lo saprai, che se molli quando vai te ne pentirai. Che anche quando piangerai non lo butterai, questo tempo malandato. Prova ad aggiustarlo. Quell'amore che era nato, non dimenticarlo. Quella vita ti ha lasciato, e non puoi negarlo. È futuro, non passato, ora tocca farlo.
Quindi prendi in mano i giorni, prova ad ascoltarli. Non pensare che ritorni, l'ora di sfruttarli. Ama quando te lo senti, non avere fretta delle storie inconsistenti, ma piuttosto aspetta. Lo sai già che te ne penti, se non ti dai retta. Questa vita, anche se tenti, non sarà perfetta. 

giovedì 4 agosto 2011

Acqua

Questa volta niente parole.