Un blog sull'amore, sotto l'amore, dentro l'amore, che parla di amore. Il dolore, l'illusione, la gioia, la speranza, la delusione. Le mie storie da innamorato e storie inventate. Storie di tutti.
martedì 28 giugno 2011
lunedì 27 giugno 2011
Tu che hai scelto non so cosa
Tu, che al posto mio hai scelto non so cosa. Tu, che hai scelto gente che indossa la camicia, per credere di avere le spalle più larghe. Tu, che hai scelto chi si rifugia in alto, per paura di guardare in basso. Tu, che hai scelto falsi e spudorati filosofi della vita e della strada, contenti invece di tornare a casa nel loro letto rifatto da qualcun altro, di bere il loro aperitivo in Brera, di vantarsi del loro nuovo portafogli e di avere la paghetta a fine mese. Tu, che hai spezzato il nostro amore per gente che crede di aver amato, ma non ha amato mai. Tu, che hai scelto quei mascherati pseudo intellettuali, masturbatori dei valori puri, tristi fornicatori alla ricerca di corpi respiranti, che si vantano della loro adulazione per Vinicio Capossela, Baudelaire, Hemingway, Trouffaut, Bergman e Lina Wertmuller, e poi finiscono a copulare nelle turche, a bestemmiare la vita, a sputare sulle loro esistenze e sul decoro comune. Tu, che hai scelto gli sfruttatori del pettine, gli esperti di orologi pesanti, i buongustai dal palato fino, riverito e costoso, gli attori della Milano da bere più finta e becera, i protagonisti di un Grande Fratello penoso e volgare, i cantastorie "contamusse", gli schiavi del buon apparire, gli scarti del mondo che seleziona. Tu, che hai scelto questo mondo di distrazione, di scorciatoia dalla vita, destinato a terminare nel nulla come tu già sai. Tu, che hai scelto queste persone e hai scartato quelle che ti amavano e che ti volevano bene. Tu, che hai scelto questo non so cosa, piuttosto che me.
martedì 21 giugno 2011
Alle coppie felici del mondo
A tutte le coppie felici, sorridenti e piene di vita: godetevi ongi momento, ogni istante del vostro amore. Godete dei baci, degli abbracci, delle passeggiate mano nella mano. Godete nell'organizzare un viaggio insieme, nel tragitto verso la meta, nell'amore che farete appena arrivati in camera. Godetevi i sorrisi della persona che amate, le sue insicurezze, i suoi momenti di debolezza. Godetevi l'esperienze che sentirete vostre, e vostre soltanto. Godetevi i viaggi in macchina, a cantare canzoni tenendovi la mano. Godetevi i pomeriggi a non fare nulla, se non stare insieme, parlare, coccolarvi. Godetevi le bevute insieme, le sigarette accese a vicenda. Godetevi i film al cinema, i baci all'intervallo. Godetevi l'esperienze che nessuno, a parte voi due, conoscerà mai. Godetevi il vostro tempo, che non tornerà più.
lunedì 20 giugno 2011
Tuttora qualche volta, nonostante tutto
Cade un giorno, per tutti, in cui l'amore svanisce. Mi chiedo quando sarà quel giorno, il momento in cui sarò certo di non amarti più. Per ora, non è ancora arrivato. La mattina cerco di riempirmi di pensieri, abbastanza larghi da scansare quelli che guardano al passato, alla tua pelle bianca. Sono, sono stai giorni strani. Come un fiocco di neve sull'asfalto, mi sono trovato in una vita che non era più la mia. Che non è più la mia. Giorno per giorno tento di riprendermela, e dentro di me so che prima o poi riuscirò nell'intento. Il viaggio è doloroso, l'ho è già stato davvero tanto. E ancora mi chiedo perchè. E mi chiedo se davvero un giorno ci rincontreremo, questa volta non per caso. Che cosa accadrà, cosa ci diremo? Come ci saluteremo? Forse si è trattata di una semplice incongruenza. Forse tu eri la donna della mia vita, ma io non lo ero per te. Forse non lo sono. Eppure so di averti amata ogni istante. Questa volta so di non aver sprecato nemmeno un attimo, di quelli spesi al tuo fianco, mano nella mano, stretti nel letto. È il bello della vita, non è mai scontata. Quasi mai quello che ci si aspetta, poi, si rivela tale. È il bello della vita, ma in questi giorni è soprattutto il brutto. È il vedere quei pezzi di sogno sparsi un po' ovunque, a ricordarmi che tutti i nostri progetti, le nostre sincere promesse non esistono più. Si sono bruciate in un giorno, in un'ora e mezza seduti a quel tavolino di plastica. Che abbiamo pure scherzato, quel giorno. Perchè, del resto, chi ci conosce meglio di noi due? Nessuno al momento. Forse un giorno ti ringrazierò, forse non lo farò mai. Io mi sentivo arrivato, nel buon senso della parola. Avevo tutto quello che avrei voluto. Avevo te. Spero che tu lo trovi, quello davvero giusto. Ma, sinceramente, spero soprattutto di trovarla io, per me. Ti ho amata davvero tanto, forse ti amo ancora. Probabilmente sì. Ma passerà, purtroppo. Purtroppo perchè, quanto è stato bello amore? Lo sappiamo bene, io e te. Non c'è bisogno che racconti di quei nostri giorni follemente belli. Senza pensare, senza preoccupazioni. L'uno sulla spalla dell'altro, insieme. Ricordo tutti i colori, le luci, i profumi. Ricordo Ios. Ricordo i bomboloni per colazione. Ricordo 3 ore di viaggio in macchina ascoltando soltanto i Baustelle. Ricordo il giorno che ti ho rivista, dopo la Grecia. La passione di quel momento. Tutto classificato a ricordo. A passato, a qualcosa che, con te, non potrà più ripetersi. Io non lo so se hai fatto bene o no, sono ancora convinto che tu abbia fatto una grandissima cazzata, e te l'ho detto. Ma so un sacco di altre cose, che solamente anche tu sai, che tuttora qualche volta, nonostante tutto, riescono ancora a strapparmi un sorriso.
mercoledì 8 giugno 2011
Marta
Ti ho rivista. Per caso, per destino, per forza? È bastato un secondo per capire che eri tu. Ormai la tua ombra e il tuo contorno non hanno segreti per me. E mi ricordo ancora ogni centimetro della tua pelle. Ti ho rivista, dicevamo. Dicevo. Dico. Non ti ho guardata quando ti ho dato i due baci sulle guance. Due baci sulle guance, ti rendi conto? Io e te, due baci sulle guance. Che facevamo l'amore e ci baciavamo sotto la pioggia. Assurdo. Assurdo. Assurdo. Due baci sulle guance. Nessuna parola. Tu, però, mi hai accarezzato. Perchè? Che bello, però. Essere toccato da te, ancora una volta. Il profumo, il sapore delle tue guance. Cazzo, basta. Perchè ti ho dovuta rincontrare? Stavo andando bene, sto andando bene. Mi sto riprendendo, stupisco chi mi conosce. Il destino non esiste, il destino esiste. Spero di riuscire, prima o poi, a vivere un giorno senza alcol. Forse ieri, ma chi se lo ricorda? Saresti potuta essere ciò che non sei. Che rabbia, pensare di non essere riuscito a farti sentire come non vorresti, ma vorresti sentirti. Sarebbe bastato farti sentire come mi sentivo io ogni volta che aprivi quel cancello, mi sorridevi ed entravi in macchina. Ogni volta che mi baciavi. Ogni volta che mi chiedevi se sapessi che mi amavi. Ogni volta che siamo stati io e te, ovunque fosse. Nelle nostre situazioni da sfigati, in cui nulla andava come avremmo voluto. Quanto ridere però. Quanti sorrisi. Quanti momenti straordinari. Solo perchè tu ne facevi parte, insieme a me. Non ho ancora smesso di amarti, perchè Sei e rimani. Io supererò questo momento, mi innamorerò di un'altra persona, più di quanto non sia capitato con te. Ma questo è futuro. Adesso è stato, sarà ancora per un po' il momento del passato. Sei stata il fine della mia corsa, la prima motivazione per gli obiettivi più importanti. E poi, l'altra sera, eri ancora una volta bellissima. Bellissima. Hai incredibili problemi, e prima lo capirai meglio sarà, per te. Ma è stato un onore averti mia e mia soltanto per due anni. Lo sarà sempre. Marta, sì, Marta. Perchè è inutile non nominarti. Mi hai dato tanto, mi hai dato tutto, mi hai dato quello che non mi aspettavo di avere. Spero di essere stato per te almeno un poco di quello che tu sei stata per me. Sembrano tutte frasi banali, ma non può esserlo la verità. È ancora troppo presto per dirti addio, per salutarti. Fa schifo scriverlo. Fa male. Non so come chiudere questo post. O forse sì.
Marta.
Iscriviti a:
Post (Atom)