mercoledì 8 giugno 2011

Marta

Ti ho rivista. Per caso, per destino, per forza? È bastato un secondo per capire che eri tu. Ormai la tua ombra e il tuo contorno non hanno segreti per me. E mi ricordo ancora ogni centimetro della tua pelle. Ti ho rivista, dicevamo. Dicevo. Dico. Non ti ho guardata quando ti ho dato i due baci sulle guance. Due baci sulle guance, ti rendi conto? Io e te, due baci sulle guance. Che facevamo l'amore e ci baciavamo sotto la pioggia. Assurdo. Assurdo. Assurdo. Due baci sulle guance. Nessuna parola. Tu, però, mi hai accarezzato. Perchè? Che bello, però. Essere toccato da te, ancora una volta. Il profumo, il sapore delle tue guance. Cazzo, basta. Perchè ti ho dovuta rincontrare? Stavo andando bene, sto andando bene. Mi sto riprendendo, stupisco chi mi conosce. Il destino non esiste, il destino esiste. Spero di riuscire, prima o poi, a vivere un giorno senza alcol. Forse ieri, ma chi se lo ricorda? Saresti potuta essere ciò che non sei. Che rabbia, pensare di non essere riuscito a farti sentire come non vorresti, ma vorresti sentirti. Sarebbe bastato farti sentire come mi sentivo io ogni volta che aprivi quel cancello, mi sorridevi ed entravi in macchina. Ogni volta che mi baciavi. Ogni volta che mi chiedevi se sapessi che mi amavi. Ogni volta che siamo stati io e te, ovunque fosse. Nelle nostre situazioni da sfigati, in cui nulla andava come avremmo voluto. Quanto ridere però. Quanti sorrisi. Quanti momenti straordinari. Solo perchè tu ne facevi parte, insieme a me. Non ho ancora smesso di amarti, perchè Sei e rimani. Io supererò questo momento, mi innamorerò di un'altra persona, più di quanto non sia capitato con te. Ma questo è futuro. Adesso è stato, sarà ancora per un po' il momento del passato. Sei stata il fine della mia corsa, la prima motivazione per gli obiettivi più importanti. E poi, l'altra sera, eri ancora una volta bellissima. Bellissima. Hai incredibili problemi, e prima lo capirai meglio sarà, per te. Ma è stato un onore averti mia e mia soltanto per due anni. Lo sarà sempre. Marta, sì, Marta. Perchè è inutile non nominarti. Mi hai dato tanto, mi hai dato tutto, mi hai dato quello che non mi aspettavo di avere. Spero di essere stato per te almeno un poco di quello che tu sei stata per me. Sembrano tutte frasi banali, ma non può esserlo la verità. È ancora troppo presto per dirti addio, per salutarti. Fa schifo scriverlo. Fa male. Non so come chiudere questo post. O forse sì.

Marta.

2 commenti:

Iosperosolochediosiafemmina ha detto...

Hey coach, magari trovassi qualcuno capace di amare come te. Chiunque incontri il tuo cammino può ritenersi MOLTO fortunata.

Coach ha detto...

Hey, grazie. È piacevole pensare che esistano ancora persone capaci di innamorarsi di un amore raccontato.