Tu, che al posto mio hai scelto non so cosa. Tu, che hai scelto gente che indossa la camicia, per credere di avere le spalle più larghe. Tu, che hai scelto chi si rifugia in alto, per paura di guardare in basso. Tu, che hai scelto falsi e spudorati filosofi della vita e della strada, contenti invece di tornare a casa nel loro letto rifatto da qualcun altro, di bere il loro aperitivo in Brera, di vantarsi del loro nuovo portafogli e di avere la paghetta a fine mese. Tu, che hai spezzato il nostro amore per gente che crede di aver amato, ma non ha amato mai. Tu, che hai scelto quei mascherati pseudo intellettuali, masturbatori dei valori puri, tristi fornicatori alla ricerca di corpi respiranti, che si vantano della loro adulazione per Vinicio Capossela, Baudelaire, Hemingway, Trouffaut, Bergman e Lina Wertmuller, e poi finiscono a copulare nelle turche, a bestemmiare la vita, a sputare sulle loro esistenze e sul decoro comune. Tu, che hai scelto gli sfruttatori del pettine, gli esperti di orologi pesanti, i buongustai dal palato fino, riverito e costoso, gli attori della Milano da bere più finta e becera, i protagonisti di un Grande Fratello penoso e volgare, i cantastorie "contamusse", gli schiavi del buon apparire, gli scarti del mondo che seleziona. Tu, che hai scelto questo mondo di distrazione, di scorciatoia dalla vita, destinato a terminare nel nulla come tu già sai. Tu, che hai scelto queste persone e hai scartato quelle che ti amavano e che ti volevano bene. Tu, che hai scelto questo non so cosa, piuttosto che me.
Nessun commento:
Posta un commento