Minicapitolo III “Qualcuno cerca qualcosa”
Qualcuno l’aveva capito: il sentimento che la donna di cui si era innamorato una volta provava nei suoi confronti, ormai, si era appassito. “Come uno di quei fiori che vedi la prima volta spiccare per lucentezza nel verde tutt’intorno. Te ne innamori, e allora prometti a te stesso di tornare il giorno dopo, per coglierlo. Esitazione fatale: la notte di quel giorno se lo porta via, ed il mattino seguente non distingui altro che un prato senza senso”. Così pensava Qualcuno, quasi il rifugiarsi in una metafora potesse alleviare il peso della più concreta realtà. Qualcuno pensava poi di trovarsi di fronte ad un bivio: rassegnarsi a quel destino, così severo con il suo fragile cuore quanto apparentemente inconfutabile, o tentare la riconquista “delle mura che cingono il cuore della mia amata”, come si diceva lui stesso, quasi a dare un tono epico a qualcosa che di epico aveva ben poco: il vero scopo era allontanare il dubbio che il suo intento avesse connotati a dir poco utopici. Ma più della ragione poté la passione: Qualcuno decise che altro tempo non poteva andar perso e che era necessario ingegnarsi in fretta su ciò che andasse fatto. E più pensava ad ingegnarsi, meno s’ingegnava. Poi, l’illuminazione.
Qualcuno l’aveva capito: il sentimento che la donna di cui si era innamorato una volta provava nei suoi confronti, ormai, si era appassito. “Come uno di quei fiori che vedi la prima volta spiccare per lucentezza nel verde tutt’intorno. Te ne innamori, e allora prometti a te stesso di tornare il giorno dopo, per coglierlo. Esitazione fatale: la notte di quel giorno se lo porta via, ed il mattino seguente non distingui altro che un prato senza senso”. Così pensava Qualcuno, quasi il rifugiarsi in una metafora potesse alleviare il peso della più concreta realtà. Qualcuno pensava poi di trovarsi di fronte ad un bivio: rassegnarsi a quel destino, così severo con il suo fragile cuore quanto apparentemente inconfutabile, o tentare la riconquista “delle mura che cingono il cuore della mia amata”, come si diceva lui stesso, quasi a dare un tono epico a qualcosa che di epico aveva ben poco: il vero scopo era allontanare il dubbio che il suo intento avesse connotati a dir poco utopici. Ma più della ragione poté la passione: Qualcuno decise che altro tempo non poteva andar perso e che era necessario ingegnarsi in fretta su ciò che andasse fatto. E più pensava ad ingegnarsi, meno s’ingegnava. Poi, l’illuminazione.