Ricordo perfettamente cosa c’era appeso alle pareti. Ricordo un colore rosso dominante, tendente al marrone. Ricordo che non davo le spalle alla finestra, ma avevo l’entrata alla mia sinistra. Tu eri dall’altra parte del tavolo di legno, credo leggermente alla mia destra. Quella sera ho ordinato almeno tre pinte. Un po’ perché volevo sciogliermi, un po’ perché volevo fare il figo, un po’ perché era un periodo di merda. Uno di quei fantastici periodi di merda, quando scrivo tutti i giorni, piango, mi incazzo, distruggo la mia teoria sul mondo, sulla vita, sulle persone e ne riformulo una del tutto nuova. E in quel cazzo di periodo sono finito in quel cazzo di locale insieme a te. Per la prima volta nella mia vita, con te. A dire il vero, la prima volta che ti ho visto eravamo nella via perpendicolare a Via Archimede. Eri in macchina, con Silvia. A ripensarci, scorrendo il ricordo, sento il suono di una chitarra, alternato a quello di un pianoforte, che fanno da lenzuolo alla storia degli eventi. Comunque sia, te l’ho sempre detto. Non mi sono innamorato quella sera, di te. Come ti ho sempre detto, mi ricordo il preciso istante in cui mi sono innamorato. Mi ero già innamorato altre volte, ma non mi sono mai ricordato il preciso momento in cui ciò fosse accaduto. Con te è diverso, anche in questo. Cazzo, eri su quel bancone, in piedi su quel bancone. Fuori pioveva, aveva iniziato a piovere proprio quando avevo parcheggiato, alla Donelli. Pioveva, a Milano. Loolapaloosa. Quel nome faceva parte del mio cervello ancora prima di entrare in quel locale. Mi ricordava qualcosa, mi suonava familiare. Eppure non sapevo, prima di allora, dell’esistenza di quel posto. Pazzesco. Questo non te l’ho mai detto in effetti. Meglio così, intanto comincio a scriverlo. Ma insomma, eri in piedi su quel bancone. E bum, mi sono innamorato. Non hai studiato danza moderna per dieci anni, ma mi sono innamorato. Bum. Boom. Loola. Tutto assurdo, correttamente assurdo. Il giorno stesso, il luogo stesso in cui l’altro ti aveva confessato il suo amore. In quel giorno, in quello stesso luogo si è rivelato il mio.
Che figata la nostra storia.