domenica 24 dicembre 2006

Riponendo

Sfilo tutte le luci del Corso
Infilzo ognuno di tutti gli sguardi
Ma non sto cercando
Aspetto solo che quella fiamma sospirata
Si accenda senza mio sforzo, senza mio rischio
Anche se è vano attendere l'inatteso
E illudere l'ingenua mia coscienza
Che basti il Caso
A colmare i miei esausti vuoti

venerdì 22 dicembre 2006

Pace

Chi lo sa se m'innamorai di Londra
oppure solo di lei

La Città, senza Pace

Non è la stessa
Non lo sarebbe stata

giovedì 21 dicembre 2006

Piani

Avanzo
e cambia la luce del mio volto
tra freschi soffi di folte frasche
ed inevitabili schiaffi di sole

Mi fermo
ingaggio battaglia con le difese spinate
del cespuglio di more più alto
per strappare i suoi occhi d'immobile sfida

martedì 19 dicembre 2006

Culla straniera

Il gradino di quella notte straniera
Ha ascoltato i tuoi sogni, ha sentito i miei brividi
Ci ha cullati in quegli istanti di gloria a tentoni
E aspetta ancora la fine di quella sera
Che cali un purpureo sipario sui nostri timidi cuori

Il molo di quella notte straniera
Ha sostenuto il peso delle nostre confessioni
Ci ha sospinti verso l'ombra del mare
E non nega mai alle lacrime dei soli come ai baci dei fortunati
Di nascere e morire sul caldo cemento della sua piatta schiena


Londra e Barcellona mi hanno regalato pillole di tempo preziose. L'aria straniera evidentemente aiuta a trovarne con maggiore facilità. Ma entrambe le città-culle non avrebbero avuto lo stesso significato nella mia vita, se fossero state slegate dalla presenza calda e commovente di una ragazza speciale (a Londra) e di tre spaesati fratelli d'avventura (a Barcellona).

Coach

venerdì 15 dicembre 2006

Antologia si Spoon River

"Ma è questa la beffa di dimensioni cosmiche:
il naturale istinto che ha spinto l'uomo
a far scaturire dal cervello una vita spirituale-
oh, miracolo del mondo!-
quello stesso cervello con cui la scimmia e il lupo
si procurano cibo e riparo e si riproducono.
La natura ha spinto l'uomo a questo,
in un mondo in cui non gli dà altro da fare
dopo tutto (benché la forza della sua anima si affanni,
in un futile spreco di energia,
a ingranarsi coi mulini degli dei)
se non procurarsi cibo, riparo e riprodursi!"

"Antologia di Spoon River"

martedì 12 dicembre 2006

18

Queste sono le prime parole che scrivo da quando ho compiuto i 18 anni (cioè un minuto fa). La cosa più paradossale è che non ho la più pallida idea di cosa dire. Perciò, auguri Coach. Beh una cosa da dire ce l'ho: ringrazio i miei primi e i miei ultimi 18 anni. I rimanenti boh. Addio.

lunedì 11 dicembre 2006

Altri fastidi

E' inoltre fastidioso quando non trovi più un biscotto che hai immerso in una tazza di latte caldo (14), quando stai scrivendo una cosa importante e la penna non scrive più, o và via la luce e il computer si spegne (15), quando ti và un bruscolino nell'occhio e, per quanto tu ti sforzi, non riesci a toglierlo (16), quandi ti tagli le unghie delle dita delle mani troppo corte (17), quando ti accorgi troppo tardi che il registratore non ha registrato (18), quando cerchi di sorridere per un regalo che non ti piace (19), quando noti che un tuo amico sta facendo finta di sorridere perchè non gli piace il tuo regalo (20), quando sei sull'autobus e non sai se far sedere o no, al tuo posto, una persona anziana, col rischio duplice o di offenderla se non ti alzi, o di offenderla alzandoti, giudicandola più anziana di quanto lei si senta (21), quando la cannuccia del cartoncino del succo di frutta finisce totalmente, attraverso il forellino, dentro il cartoncino, ed è impossibile tirarla fuori (22), quando vedi la persona che ami e non ti ama abbracciare un altro/a (23), quando ti accorgi troppo tardi che la carta igienica è finita (24), quando ti accorgi che la persona a cui stai parlando da 5 minuti non ha capito niente e non ti ha interrotto prima (25), quando le stringhe delle tue scarpe continuano a slacciarsi (26), quando una donna, parlando da ignorante di calcio, dice una boiata assurda ed offensiva nei confronti della tua squadra del cuore (27), quando una goccia dell'olio della pizza che stai mangiando ti cade sui jeans (28), quando saluti una persona che conosci e lei non ricambia (29), quando un prof ti chiede proprio l'unica cosa che non hai studiato (30).

domenica 10 dicembre 2006

Dovrei

Sono le 23 e 8. In questo momento dovrei ripassare Dante, domani rischio. Ma sapete una cosa? Non ne ho voglia. Ho sonno e ho studiato tutto il giorno greco, che tra l'altro pensavo fosse peggio, ma alla fine qualcosa di interessante c'era.
Ieri pomeriggio pensavo a quali sono le piccole cose che più mi danno fastidio. Siccome stavo pensando sotto la doccia, le prime tre che ho individuato sono state queste: 1) Il sapone negli occhi mentre ti fai la doccia. 2) Il sapone che cade mentre fai la doccia. 3) La ventata di freddo uscendo dalla doccia calda. Se ci pensate sono cose molto fastidiose, irritanti aggiungerei. Ora che ci penso è fastidioso anche mordersi la lingua (4), prendere la scossa quando si sfiora la mano di qualcuno (5), colpire il bordo di una porta col mignolo del piede (6), tagliarsi con un foglio di carta (7), sentire qualcuno che mastica rumorosamente (8), sentire il rumore della forchetta di metallo che struscia sugli incisivi quando la si estrae dalla bocca (9), l'interrompersi improvviso e secco di una canzone perchè il lettore mp3 si è scaricato (10), dimenticarsi completamente di una cosa (ovviamente importante) che avevi l'intenzione di dire (11), avere una mosca che, al mattino, ti ronza intorno e poi ti si posa sul naso, e tu non hai ancora la forza di scacciarla (12), scendere la mattina per andare a scuola ed accorgerti che piove e che non hai l'ombrello (13). Questi sono i primi 13. Spero che leggere questo post non sia stato il 14esimo.

venerdì 8 dicembre 2006

Via Padova, London UK

Io, la via, le insegne
Le luci dei neon, ma quanti colori sono? La tavolozza di un pittore di strada
Io, la pioggia, un ombrello nero
Sono in via Padova, sono a Londra

Non voglio rientrare, resterei qua ancora, se solo ne avessi il coraggio
Vado piano, a passi brevi
E tutti sono uguali, rivedo sempre lo stesso uomo, la stessa donna
Mentre il vento cerca di fermarmi, le luci riflesse dei fanali si inseguono nelle pozzanghere
Mai ferme, piccoli mari in tempesta

Io, la via, gli schiaffi delle mie scarpe nelle pozze
Una melodia straziante nelle orecchie, anzi, solo in una
L'altra si concede al fruscio delle auto, al plastico ticchettio della pioggia
Sono a Milano, sono a Londra

Good Day

Una chiamata a dare il via. Willy il coyote, questa volta LUI inafferrabile, a dare sapore e scatenare sghignazzate. Sarà seguito da una banana gommosa, e il tutto preceduto da caldo e fuso cioccolato, comprese corna di cartone regalate da una giovane e procace bionda. La sera: film pauroso (in tutti i sensi che questa parola può assumere), girazzi in macchina per la Città, Blink-Bloodhound-Liga-Cold-News.... segreti rivelati, altri invece mai svelati. Ieri, Good Day.

martedì 5 dicembre 2006

Io come House (2)

(Riferito al video del post precedente)

Io sono pienamente d'accordo con quanto detto dal Dottor House.
E' da molto ormai che credo che dopo la morte non ci sia nulla. E credere questo è molto più confortante, per me, che credere in qualsiasi altra cosa. In questo senso, ogni cosa che ho fatto, che faccio e che farò, ha avuto, ha e avrà solo e soltanto un senso relativo a questa vita. La mia vita non è un esame con il suo relativo giudizio finale. La mia vita è vita punto e basta, ed esiste solo nel periodo che và dalla mia nascita alla mia morte. Dunque sono libero di fare qualsiasi cosa io voglia, perchè avere rimorsi in una vita senza senso finale è quanto di peggiore si possa sopportare.

Io come House (1)

domenica 3 dicembre 2006

Autore Ignoto

Siamo depressi perchè ascoltiamo musica deprimente, o ascoltiamo musica deprimente perchè siamo depressi?