E così questo uno sono io, che mi ritrovo qui in questo momento di assestamento. Il momento che di solito porta le novità, necessario carburante alla rinascita. È possibile che mi senta già di nuovo quasi perso? Perso in un paio di occhi e nel sorriso meno banale del mondo? Come è possibile ritrovarmi già qui, così in fretta? E pur potrebbe trattarsi di una deviazione forzata, di un cerotto su una ferita non ancora del tutto curata. Ma al di là di questo, il cerotto funziona. E non è questo forse l'importante? Tanto ormai dovrei averlo capito che dall'illusione non scapperò mai. Che ormai mi ha preso il cuore e la mente, forse irrimediabilmente. E allora che sia. Fanculo la coerenza, nessuno ci ha mai costruito una felicità. Io non sarò di certo il primo. Certo, quello che non è stato ed è sfumato qualche settimana fa ogni tanto mostra il suo fantasma, sempre più trasparente. E forse un incontro fortuito con lei sarebbero cento passi all'indietro. Ma adesso la buona parte dei miei pensieri sono rivolti altrove, verso un nuovo sorriso, che è anche un po' il mio. Non c'è destino che abbia stabilito che un giorno, finalmente, troverò l'amore della mia vita. Forse dovrei solo accettare l'idea che questo possa non accadere mai. Che il mio senso sia regalare attenzioni a persone diverse, ogni volta diverse. Finchè queste non si sentiranno sazie di me, e mi abbandoneranno, come tutte hanno fatto finora. Ma quei giorni felici, almeno un poco con tutte, sono un ricordo lontano ma inebriante. Forse non mi merito che questo, che a vederla lucidamente non è nemmeno poco. E allora sono qui, pronto a prendermi ciò che mi spetta. Come sempre pronto a vivere per non sprecare.
Un blog sull'amore, sotto l'amore, dentro l'amore, che parla di amore. Il dolore, l'illusione, la gioia, la speranza, la delusione. Le mie storie da innamorato e storie inventate. Storie di tutti.
lunedì 20 febbraio 2012
Come sempre pronto a vivere per non sprecare
Uno pensa di averle viste più o meno tutte, e da queste di aver cavato abbastanza esperienza da permettersi di affermare di saperne qualcosa in più. Pensa di aver capito quanto basta di se stesso per non rimanere più troppo sorpreso. E poi riesce ancora a stupirsi delle proprie reazioni, della forza di ricominciare che si ha sempre paura di perdere. Uno pensa di aver compreso quanto basta di donne, crede di aver trovato l'unica vera chiave di lettura dei loro comportamenti. E poi si ritrova nuovamente spiazzato. A volte nel male, perché le aveva rivalutate. A volte nel bene, e che peccato sia stato sottovalutarle.
E così questo uno sono io, che mi ritrovo qui in questo momento di assestamento. Il momento che di solito porta le novità, necessario carburante alla rinascita. È possibile che mi senta già di nuovo quasi perso? Perso in un paio di occhi e nel sorriso meno banale del mondo? Come è possibile ritrovarmi già qui, così in fretta? E pur potrebbe trattarsi di una deviazione forzata, di un cerotto su una ferita non ancora del tutto curata. Ma al di là di questo, il cerotto funziona. E non è questo forse l'importante? Tanto ormai dovrei averlo capito che dall'illusione non scapperò mai. Che ormai mi ha preso il cuore e la mente, forse irrimediabilmente. E allora che sia. Fanculo la coerenza, nessuno ci ha mai costruito una felicità. Io non sarò di certo il primo. Certo, quello che non è stato ed è sfumato qualche settimana fa ogni tanto mostra il suo fantasma, sempre più trasparente. E forse un incontro fortuito con lei sarebbero cento passi all'indietro. Ma adesso la buona parte dei miei pensieri sono rivolti altrove, verso un nuovo sorriso, che è anche un po' il mio. Non c'è destino che abbia stabilito che un giorno, finalmente, troverò l'amore della mia vita. Forse dovrei solo accettare l'idea che questo possa non accadere mai. Che il mio senso sia regalare attenzioni a persone diverse, ogni volta diverse. Finchè queste non si sentiranno sazie di me, e mi abbandoneranno, come tutte hanno fatto finora. Ma quei giorni felici, almeno un poco con tutte, sono un ricordo lontano ma inebriante. Forse non mi merito che questo, che a vederla lucidamente non è nemmeno poco. E allora sono qui, pronto a prendermi ciò che mi spetta. Come sempre pronto a vivere per non sprecare.
E così questo uno sono io, che mi ritrovo qui in questo momento di assestamento. Il momento che di solito porta le novità, necessario carburante alla rinascita. È possibile che mi senta già di nuovo quasi perso? Perso in un paio di occhi e nel sorriso meno banale del mondo? Come è possibile ritrovarmi già qui, così in fretta? E pur potrebbe trattarsi di una deviazione forzata, di un cerotto su una ferita non ancora del tutto curata. Ma al di là di questo, il cerotto funziona. E non è questo forse l'importante? Tanto ormai dovrei averlo capito che dall'illusione non scapperò mai. Che ormai mi ha preso il cuore e la mente, forse irrimediabilmente. E allora che sia. Fanculo la coerenza, nessuno ci ha mai costruito una felicità. Io non sarò di certo il primo. Certo, quello che non è stato ed è sfumato qualche settimana fa ogni tanto mostra il suo fantasma, sempre più trasparente. E forse un incontro fortuito con lei sarebbero cento passi all'indietro. Ma adesso la buona parte dei miei pensieri sono rivolti altrove, verso un nuovo sorriso, che è anche un po' il mio. Non c'è destino che abbia stabilito che un giorno, finalmente, troverò l'amore della mia vita. Forse dovrei solo accettare l'idea che questo possa non accadere mai. Che il mio senso sia regalare attenzioni a persone diverse, ogni volta diverse. Finchè queste non si sentiranno sazie di me, e mi abbandoneranno, come tutte hanno fatto finora. Ma quei giorni felici, almeno un poco con tutte, sono un ricordo lontano ma inebriante. Forse non mi merito che questo, che a vederla lucidamente non è nemmeno poco. E allora sono qui, pronto a prendermi ciò che mi spetta. Come sempre pronto a vivere per non sprecare.
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