giovedì 27 ottobre 2011

Nei film, le persone che partono sul treno sono sempre lato finestrino.

Nei film, le persone che partono sul treno sono sempre lato finestrino. I vapori divampano dalle rotaie, avvolgendo i cappotti e gli impermeabili. Nella vita, non è detto. 
Nei film, il treno aspetta il momento giusto, prima di muoversi. Le stazioni sono cattedrali delle lacrime, le loro volte scure e arrugginite osservano l'incontrarsi e il dividersi della gente. È sempre tutto perfetto. Nessuno rovina l'attimo. 
In questa vita l'errore più grande è credere di essere in un film. A me capita da sempre di far cominciare la proiezione prima ancora di avere la certezza che gli attori che ho scelto vogliano davvero recitare il mio copione. Ma è così che fa il regista, così fa lo sceneggiatore. Immagina, sogna, costruisce muri, situazioni, parole ed espressioni. Così faccio io, nel piccolo della mia esistenza, con i personaggi che incontro lungo la strada. Personaggi reali, che abbellisco come la truccatrice di un set, che come un costumista vesto a mio modo. Scrivo il loro domani, che per forza abbraccerà il mio. Immagino i dialoghi, le domande, le battute. Perfino gli sguardi. Costruisco il bacio, invento la frase pronunciata appena dopo. 
E come sempre mi ritrovo ad essere deluso. Gli attori recitano male, o non recitano proprio. Improvvisano continuamente, non seguono il copione. Mi ritrovo impotente, seduto dietro ai miei occhi. Rileggo la sceneggiatura e mi sembra sempre perfetta. E allora perché non mi seguite? Fidatevi di me, è così che deve andare la storia. E più insisto, più mi arrabbio, più mi agito. Finisco per spaventarli tutti. E li osservo, mentre si tolgono i costumi, si lavano via il trucco. Via parrucche, baffi finti, cappelli, occhiali, rossetto. Spegnete la pioggia finta, fermate il vento. Dite alle comparse di andarsene o di muoversi come gli pare. Oramai è tutto saltato. Le persone sono uscite dai personaggi, e non mi sembrano più tanto interessanti. Io resto nel mio ruolo, seduto sulla mia sedia. La scenografia non appare più tanto realistica. Perfino dentro la stazione, il vapore ha smesso di sbuffare. I cappotti e gli impermeabili sono spariti. Il treno è silenzioso e immobile. Nemmeno una lacrima viene più versata. Nessuno più si affaccia dal finestrino. 

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