Ricordando quel primo mattino, quelle prime foglie d’edera riflesse nei miei iridi, mai cancellate dallo specchio della mia consapevolezza, mi ricredo sulla necessità di quell’incontro, sulla magnificenza di quell’unico istante. Che mai fosse stata scritta la cronaca di quel breve lasso, questo sono arrivato a sognare. Perché alla duplice stretta preferisco la quiete, l’ignoranza del passato. Questo sono arrivato a sognare.
E nelle notti insonni, il mai svanito fantasma torna a farsi ascoltare, riempiendo le mie tempie di timore, dubbio e rimorso. E nella mia impotenza, ciò che posso unicamente fare è alzarmi, sedermi e sfogare le parole dei sentimenti. Perché la morsa, quanto più sembra allentarsi, tanto più preannuncia l’ulteriore stretta. E allora mi chiedo se possa ancor esser utile l’affidarsi al tempo, piuttosto che agire una volta, per tutte le altre.
1 commento:
non è mai utile affidarsi al tempo, il tempo è un gran bastardo, sembra che ti aiuti a volte ma in realtà fa solo danni, non cancella niente e lascia troppe cicatrici, non ti aspetta mai e non corre mai x te...
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