Adesso è l'ora di sempre. Negli anni, nelle esperienze, nelle fatiche dei rapporti mi sono convinto di poter amare per due. Di sopperire alla mancanza di lei, con un doppio sentimento dal cuore. Ne sono capace, l'ho provato sulla pelle, ne sono stato ferito. Mi ha graffiato, questo doppio amare. Ormai è sul mio corpo, nel mio modo di essere.
E per dimenticare, per stare un po' meglio, alzo i bassi dell'equalizzatore, metto su la musica pompante, quella che scuote le molecole e inibisce il cervello. Batte, e io mi lascio trasportare. Non contano le parole, non contano per niente. Conta il ritmo prevedibile, in quel momento incessante. Anche da solo, seduto dentro alla mia auto, con una sigaretta nella sinistra è una birra nella destra.
Una foto, una stupida foto fatta per caso. Con te, il tuo sorriso, i tuoi capelli quasi ricci, il colore, gli occhi, le pieghe dell'espressione. E il suoi occhio, metà dei suoi occhiali, quella mano sul tuo braccio. Il calore della tua schiena, così volente la sua. Che diversità, che squarcio da quello che era e non sarà mai più.
Io sono pronto a innamorarmi di nuovo, è il mio flagello. Vederti così, più felice di me. Tu, che hai perso. Io, che ho guadagnato. Così mi dicono, così mi ripetono. Ma io ero lì, con la sigaretta nella sinistra e la birra nella destra. Nella penombra del beat, alla possibile ombra di quell'albero. Ma non ci sono ombre di notte, ce n'è una sola. Unica, completa, realizzata. E io immerso, a pensare chissà cosa. E tu, in quella foto. Sembri quasi la mia, la mia te. Ma con l'occhio, l'occhiale e la mano di lui.
E io. Io che non devo. Scrivere quando non penso. Dormire quando non ho sonno. Devo prendermi quello che voglio, lottare fino allo stremo. E non sei più tu. A me è sempre piaciuta la corsa, il rush finale, quando negli occhi ne hai solo altri due. E sai che sono quelli giusti. Lo so, non ho mai sbagliato. E non sono i tuoi, non lo sono più.
Scrivere scoordinato, a quest'ora. Mi sfogo. Ma non è di te che vorrei parlare. E sento che ci sono vicino. Mi prenderò quello che desidero. E non sei più tu. Non più.
1 commento:
Ci vuole coraggio per amare tanto, ragazzo. Chi sostiene sia una debolezza vivere troppo intensamente una storia, o è un "reduce" ancora troppo ferito, o non ha avuto ancora la fortuna di trovare la persona giusta. Giusta. Non perfetta: non importa la perfezione. Ci si deve arrendere all'evidenza che l'amore stesso non è una scienza perfetta. A volte arriva troppo presto, a 20 anni, o troppo tardi, a 40, 50.
Se odiare aiuta, odia. Ma hai solo da guardarti indietro ed essere orgoglioso.
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