lunedì 11 maggio 2009

Tocca a te

Credevo che in quel luogo incantato non sarei mai tornato con nessun’altra ragazza. Credevo che di quella piccola baia di pescatori e poeti sarebbe rimasto solo un dolce e amaro ricordo, di un bacio di tanto tempo fa. Ma quel giorno, con te, quello stesso ricordo ha scelto il silenzio. Ti ho guardata negli occhi e te l’ho detto, che sto bene quando sono con te. I feel fine, come cantavano i Beatles. Non so cosa voglia dire, non capisco cosa significhi. Ma allo stesso tempo mi chiedo se sia giusto cercare ogni volta di capire tutto. Se una cosa è ricca di bellezza e vellutate sfumature, che senso ha avvelenarla di domande, questioni, ragione? C’era il mare, uno scoglio, io e te. Storia già vista, se si guarda alle mie spalle. Eppure diversa, nuova, brillante. Infatti il cielo ha anche deciso di piangere, per qualche minuto. Ti ricordi l’odore della pioggia? Il profumo di acqua dolce mista a quella salata, impregnata del gusto della strada. Ci siamo rifugiati dove potevamo, dove volevi tu. Abbiamo osservato i passanti e le passanti in quello spicchio di mondo che ci era concesso osservare da lì. Da destra a sinistra, da sinistra a destra. La donna sposata, il padre solo, l’illusa sconsolata, il pescatore che torna dal molo. Io parlavo, parlavo, parlavo. Tu mi guardavi, un po’ ridevi. Forse ti ho stupito, forse mi hai creduto stralunato. Io sono così, nessuno riuscirà a cambiarmi. Sono un pazzo a cui i matti danno del folle. Sono quei granelli di sabbia che inevitabilmente sfuggono dalla tua mano, quando ne afferri una manciata dalla spiaggia. Sono tutto e sono niente. Sono un vaso di fiori senz’acqua, ma sempre un vaso di fiori. Mai un vaso e basta. E volevo portarti là, dal panorama, e così ho fatto. Tutta la città era lì sotto, in una manciata di sguardi. Chissà quanti amori, quanta musica, quanti odori, quanti occhi, quante scarpe, quanti giornali, quanti gatti. Ma non ci pensavo, a dire il vero. Ci penso ora, perché noi sei qui. Altrimenti avrei la mente occupata, ma comunque ispirata e vogliosa di sforzarsi. Baciami ancora, regalami un altro sorriso. Com’era quella parola? Afrodisiaco. Metafisicamente afrodisiaca. E mentalmente stimolante.
Te l’ho detto che sono un pazzo. Tocca a te darmi del folle.

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