lunedì 20 aprile 2009

Io voglio vivere

Io voglio vivere. Ho ancora voglia di sentire il profumo della bellezza sul viso, circondare il mio corpo e convincermi a fare un altro passo. Nessuno, nessuno mai riuscirà a cambiarmi. Niente scalfirà la mia indole sognatrice, il desiderio di vivere la gioia. Provateci pure a indebolirmi, a deludermi, a farmi sentire stupido, ingenuo e coglione. Provateci. Rinascerò ogni volta, più carico prima, carico di quello spirito che mi alza la mattina e mi fa compagnia la notte. Io voglio vivere, voglio scoprire ciò che ancora non conosco, vedere quello che ancora non ho visto. Voglio guardare il mondo, voglio incontrare persone, parlare e fare l’amore con loro. Non un amore fisico, carnale. Voglio fare l’amore con la vita, con le sensazioni. E più proverete a farmi arrendere, più mi incoraggerete a non farlo. Io voglio vivere, voglio fotografare lo splendore delle cose, di tutte le cose. La vita non si ripete, non è per sempre. Per questo non voglio sprecarla, non voglio muovermi fra gli elementi e le emozioni con la paura di farmi del male. La gioia implica il dolore, questo ho imparato. E che dolore sia, se è questo il prezzo del vivere intensamente. Amo questa musica, amo questa magia solida. Amo la luce dei tuoi occhi. Sì, proprio la tua, mentre leggi queste parole o pensi a qualcos’altro. Non sei una persona, siete tutti voi. Io vivo di voi, vivo del mondo che costruite insieme a me. Mi immagino vecchio, con la pelle vissuta, i muscoli indeboliti dal tempo. Seduto sulla mia sedia a dondolo, quella sedia a dondolo che non esiste ancora. Ma esisterà, ne sono certo. Con la mia Chesterfield stretta tra le labbra, con il filtro bagnato dalla mia saliva. E in quel momento, in quel preciso istante, mi immagino pensante. I ricordi di una vita, la soddisfazione degli anni impregnati di colore, di volti, di suoni, di profumi, di sorrisi, di stupore, di passanti. Già sento lo scricchiolio di quella sedia a dondolo, quella che non esiste ancora. Poi mi fermo, penso che è ancora presto. Ma a quel giorno voglio arrivare. Quando non ci sarà più tempo per i progetti, ma solo per guardarsi alle spalle. Se penso a cosa deve ancora accadere, a quanti sogni difenderò fino alla morte, trovo l’energia di chiudere gli occhi, contento di potermi risvegliare. Io voglio vivere, voglio imparare. Voglio sfruttare le occasioni e piangere per quelle perdute. Voglio una cazzo di sedia a dondolo e un pacchetto di Chesterfield. Voglio un bicchiere di birra e una persona con cui condividerlo. Voglio innamorarmi, sì, ancora. E anche se non volessi, succederebbe comunque. Sono fatto per cedere all’impeto dei sentimenti, per essere cullato dal mare dell’incertezza. Perché non riesco a viaggiare pensando già al ritorno. La bellezza del viaggio è il viaggio stesso, non posso, non devo condizionarla con la paura che possa finire. Io voglio vivere.

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