martedì 17 maggio 2011

Ci vediamo stanotte

Centinaia di persone, di volti, di nomi che ritornano vivi. Nella mente, nei ricordi, su Facebook. Guardo tutto, spio, faccio finta di interessarmi. Ma non mi importa di nulla. Nessuno brilla più. Qualcunque persona, nella mia mente, si scontra con un ricordo troppo bello da poter svanire per una seppur gargantuesca delusione. Passo dal sapere cosa fare, al non saperlo più. E quindi non lo so. Occupo il tempo, lo riempio di cose che non mi stimolano o che non mi stimolano più. Vorrei tornare indietro, a tanti momenti felici, così tanti da non poter credere che non siano bastati, a chiarirti definitivamente. Ma ho paura, ho paura di crollare, se lo facessi. Ho paura di piangere ancora, di sprecare il lungo percorso che sto affrontando, per uscirne. Il fatto è che devo uscirne, ma non voglio. Io sarei rimasto lì con tutte le mie forze. Sarei rimasto con quelle convinzioni che nulla aveva mai fatto vacillare, in due anni. E dire che non ne è capitata l'occasione, perdonami, è da vigliacchi. E la cosa più dura è sforzarsi di trovare l'errore, in te, dal quale ripartire. Per non dover subire un estenuante paragone da qui verso il poi.
La mattina è il momento più faticoso. Perchè tutto torna alla mente, tutto insieme. "Guarda che è così". E ci vuole un giorno intero per smaltire. La notte, invece, vado a letto tranquillo. Non è ancora mai mancato, infatti, il sogno in cui ci fossi te. Durante l'ultimo ti sei appoggiata alle mie spalle, e io ti ho detto le cose che non ti ho detto quel giorno orribile. Ti ho chiesto perchè non avessi mai cercato l'aiuto in me, per uscire dal dubbio. Io che dovevo e volevo essere la tua spalla, in tutto. Come in ogni tua sfida, prova ed esame che hai affrontato in questi due anni. Io ci sono sempre stato. Perchè questa volta no?
Ci vediamo stanotte amore mio, e ci saluteremo domattina.

Nessun commento: