martedì 1 gennaio 2008

Buon anno gente

Sono le 00.59 del 2 gennaio 2008.
Sono sveglio e ho poco sonno, dato che quest’oggi mi sono svegliato verso le 14. La notte di ieri è stata la notte di Capodanno. Che poi non ho mai capito quando sia davvero Capodanno, cioè se (in questo caso) sia stato l’ultimo secondo del 2007 o il primo del 2008. Oppure è stato quell’infinitesimale istante in cui non eravamo né completamente nel 2007, né del tutto nel 2008. Ma poco importa, ormai questo Capodanno fa già parte degli eventi passati. E’ il tipico momento in cui si fanno bilanci, riflessioni. In cui si stabiliscono degli obbiettivi, si rivedono le proprie speranze. Il mio 2007 è stato un anno con soddisfazioni, sorprese, delusioni e tutto il resto, come ogni altro anno. E’ stato l’anno degli ultimi mesi del liceo, mesi che molti di voi staranno rimpiangendo o sono sicuro che rimpiangeranno. L’anno della maturità, di quel peso che scorgi in lontananza per 5 anni e che sfuma in 30 minuti. Ricordo i giorni ai Piani, prima con Andre poi anche con il Pinguino. Noi tre e basta, nella mia casetta rosa ai piedi del bosco, a discutere della storia del mondo e degli uomini. Ricordo il nostro tavolo, soffocato dai libri. Ricordo la porta di casa che, ogni tanto, mentre studiavamo si apriva un poco: venivamo così distratti dal sole della prima estate e da esso invogliati a scappare fuori a prendere un po’ del suo calore. Quello era solo l’assaggio dell’estate più importante che avremmo mai vissuto. Iniziata subito bene, col mio Genoa finalmente in Serie A, con la festa in Piazza De Ferrari. Ma ancora prima di quei giorni, la settimana a Berlino. Tutti consapevoli che, quella, sarebbe stata l’ultima volta davvero insieme, come classe. Per poi ritrovarsi in quei primi giorni di luglio, nella nostra ultima aula, quella dell’esame orale. E il mio esame, l’ultimo della mia classe, l’ultimo di tutta la scuola. Non scherzo, sono stato l’ultimo maturando e maturato. In effetti io maturo sempre in ritardo, perlomeno sempre dopo gli altri. Ma l’importante è maturare, è sentire quella sensazione che ti prende non appena l’ultimo professore ti dice che basta così, non appena esci da quell’aula, non appena esci dalla tua scuola, per la prima volta, da non liceale. Poi l’estate 2007. Il viaggio in Grecia, io, Fiore e il Carletto. E la Kia ovviamente, la nostra macchina. Il viaggio in traghetto, quel primo amore passante, quella ragazza che, straordinariamente, avrei ritrovato sul traghetto del ritorno. Un amore in silenzio. Gli alberghi sempre diversi, un’isola magica, una giovane svizzera. E dopo la Grecia, Londra. La città in cui abiterebbe Dio, se Dio esistesse. Io, Fabri e la Marty. Trio insolito. La bellezza della city sopra ogni cosa, la passante del British Museum. Ricordo ancora i suoi occhi, è incredibile. Ma si sa, io mi innamoro ogni 5 metri. E’ stato anche il mio primo viaggio aereo senza compagnia. Così anche al ritorno, passando gli ultimi minuti del volo a parlare con un’infermiera e un giovane ragazzo inglese. Chissà se anche loro si sono mai ricordati di quei veloci istanti, da quel giorno ad oggi. Infine, l’ultima parte dell’estate 2007. Quella trascorsa ai Piani e a Frassinello, sull’appennino ligure. Le nuove amicizie coi ragazzi e le ragazze del posto. E poi, beh, lei. Ma di lei ho detto abbastanza, prima sempre bene, ultimamente solo male. Sta di fatto che quell’agosto, per me, rimarrà per sempre straordinario, indimenticabile e comunque irripetibile. Soprattutto grazie a lei, ma non solo. Chi non ricorda le mega-partitone al campetto? Chi si è dimenticato dei viaggi notturni in Kia? Perlomeno queste cose si potranno ripetere anche la prossima estate, con le persone che se lo meriteranno.
Poi, la fine dell’estate 2007. L’immatricolazione all’università, presto diventata “uni”. Il politecnico, il design, il disegno. Tutto nuovo, tuttora un poco spaesato. La nuova amicizia con Massi il dj cazzaro, nuovi amori passanti, nuove parole, nuove esperienze, nuove paure, nuove soddisfazioni. Nuova vita direi. Mesi un po’ tristi, per colpa di lei. Ma di lei ho già detto abbastanza, no? Quei mesi di sofferenza sono finiti nell’unico modo possibile, 7 giorni fa. L’ennesimo Natale così e così. Infine, la notte di Capodanno. Io e la Cri: sognavamo una villa, siamo finiti nel retro di una pizzeria. Ma alla fine è andata bene comunque, grazie alla musica, a nuove interessanti conoscenze, a personaggi nati per essere presi per il culo.
5, 4, 3, 2, 1. Buon anno gente.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Buon anno coach..!

Coach ha detto...

buon anno niki.. ma io nn ti conosco vero?

Anonimo ha detto...

No..

Coach ha detto...

:) come mi hai trovato allora?

Coach ha detto...

:) come mi hai trovato allora?

Anonimo ha detto...

sinceramente non me lo ricordo nemmeno..!Girando su internet..

Coach ha detto...

se vuoi possiamo sentirci su msn.. il mio indirizzo è giacdonez@msn.com... ma se nn vuoi nn mi offendo :D

Anonimo ha detto...

non è che non voglio..è che ho ancora il computer vecchio e msn non funziona..si blocca sempre..:( ma comunque continuerò a leggere il tuo blog! :)