domenica 18 febbraio 2007

Non so

Non so se sarà su un divano, sotto un abete, sotto la pioggia, dentro ad una coperta o solamente in un sogno, che ci ripenserò. Di facce sorridenti, di situazioni non rimpiazzabili, di sentimenti prima sconosciuti, di umidi tepori, d'aria straniera, di spazi soffocanti, di melodie stampate: di questo è fatto il mio Ricordo. Ognuno di noi ha bevuto a suo modo dallo stesso calice di colori, odori e parole pronunciate. Ognuno di noi lo ha fatto più a lungo possibile. Il gusto che ora ci rimane in bocca, e che è destinato ad appassire lentamente, è solo una traccia. Il tempo servirà altri calici, noi berremo con altri cuori, verseremo altre vive lacrime, costruiremo altri ricordi.

Ma per fortuna
Nessun dolce ricordo
Si consuma

2 commenti:

il Jop ha detto...

Elogio del non sapere

Purtroppo o per fortuna è un mero stato di transito che ben presto ci rigetta nel Nulla. Vivi per morire e non muori per vivere, il tutto a favore di cosa? Calici che passano di bocca in bocca, un'esistenza vaga. In tutto questo l'uomo non può che consumarsi, affidandosi a qualcosa che gli dia un'illusione di scopo o di immortalità o di piacere. Tu ti sei scelto la parte migliore, perchè quasi d'annunziamente la parola è forse la cosa che meglio ci può accompagnare nel frattempo. La filosofia, ne dubito. L'eclettismo forse. O forse ho sbagliato tutto, ed il problema non si pone. Certo è che sempre più vedo il genio nell'incoerenza: nessuno può trovare la giusta via alla propria vita, perchè non vi è una meta e quindi nessuna via che porti da nessuna parte. Oggi concludi un commento con pacate parole di speranza, ma è piacevole come lo sarà un domani un'ipotetica conclusione di malinconia. Nulla è certo.

Coach ha detto...

E' nella vacuità presente del futuro che trovo la cagione di godere dei trascorsi ricordi, sebbene la speranza del bell'avvenire, in me, sia non sradicabile e coscientemente alimentata.